Cantieri, Geologia

Dall’evacuazione al rientro a casa per 24 famiglie, il tutto in poco più di un mese.

I lavori di miglioramento delle caratteristiche del terreno di fondazione con iniezioni di resine espandenti URETEK, hanno consentito a 24 famiglie di Casoria di tornare a casa in poco più di un mese.

 

Il 30 ottobre 2018 a ventiquattro famiglie del “Condominio di via P.pe di Piemonte” a Casoria, in provincia di Napoli, fu intimato lo sgombero dalle case.

Il fabbricato del “Condominio via P.pe di Piemonte” a Casoria.

All’indomani dell’intensa ondata di maltempo di quei giorni, associata a delle perdite nella vicina rete fognaria, si evidenziarono segni di cedimenti strutturali nel fabbricato.

Il primo cittadino di Casoria, pertanto, fu costretto ad emettere l’ordinanza di sgombero dell’edificio in seguito ad un sopralluogo dei Vigili del Fuoco che verificarono anche un abbassamento del palazzo di almeno cinque centimetri rispetto alla sede stradale.

I danni alle strutture

Grazie ai tecnici incaricati dal Condominio, in breve tempo furono individuate le cause delle infiltrazioni d’acqua e fatte le riparazioni del caso, ma il cedimento doveva essere arrestato e il terreno di fondazione consolidato.

I sopralluoghi

Cosa fare?

La scelta giusta fu quella di contattare URETEK ed eseguire un intervento di miglioramento delle caratteristiche dei terreni di fondazione con iniezioni di resine ai ben 87,0m di fondazione continua del fabbricato (figura1).

Figura 1: planimetria piano cantinato del fabbricato con le zone d’intervento

I lavori iniziarono il 13 novembre 2018 e furono completati il 21 novembre 2018. Il 27 novembre fu redatta la relazione finale da parte di URETEK e la prima settimana di Dicembre l’ingegnere incaricato fece revocare l’ordinanza di sgombero. I condomini, quindi, riuscirono a rientrare nelle loro abitazioni.

Ma com’è stato possibile tutto questo e soprattutto in tempi così rapidi?

L’intervento di ricompressione e consolidamento dei terreni di fondazione è stato eseguito con una tecnologia che ha consentito il rapido addensamento in profondità dei terreni attraverso l’iniezione, negli stessi, di resine poliuretaniche ad alta pressione di rigonfiamento che, espandendosi, hanno trasmesso al volume solido circostante un’azione di compattazione con conseguente aumento di capacità portante.

Le iniezioni, al fine di interessare tutto il volume di terreno da trattare, sono state realizzate posizionando in maniera alternata i condotti d’iniezione su differenti livelli di profondità.

Ma andiamo nel dettaglio delle fasi d’intervento.

Si è partiti con l’esecuzione di fori d’iniezione, tramite perforatori manuali elettrici a rotopercussione, di diametro di 26 mm, eseguite attraverso la struttura di fondazione ed estese per una lunghezza massima di m 3,00 oltre lo spessore della stessa.

Questi  hanno permesso di raggiungere, con precisione, il volume di terreno maggiormente compressibile all’interno del volume cosiddetto “significativo” (figura 2).

Figura 2: Schema rappresentativo della fase di perforazione.

In seguito si sono posati i condotti d’iniezione in acciaio, introdotti nei fori mediante percussione.

Posa in opera tubi di iniezione

 

L’iniezione è stata eseguita con una pistola che ha immesso nel condotto interrato la resina preventivamente miscelata. La pressione per l’iniezione è stata fornita da una pompa posta sul camion-officina.

Nel corso dei lavori la struttura del fabbricato è stata monitorata con l’impiego di strumentazione laser che ha permesso di rilevare costantemente spostamenti verticali con la precisione di 0,5 mm.

L’interruzione dell’iniezione è stata determinata dalla rilevazione di un inizio di sollevamento della struttura oppure dal raggiungimento della pressione limite della pompa d’immissione della resina, indice di elevato grado di addensamento raggiunto dall’ammasso resina/terreno (figura 3).

Figura 3: Schema rappresentativo della fase d’iniezione della resina

 

L’esito positivo dell’intervento è stato controllato con n° 3 prove penetrometriche dinamiche, prima e dopo l’intervento, che hanno permesso di apprezzare l’incremento dei parametri meccanici dei volumi di terreno trattato.

Ma veniamo alle caratteristiche della resina Uretek Geoplus, testata presso i laboratori dell’Università di Padova:

  • Pressione massima di rigonfiamento ottenuta in condizioni edometriche pari a 10,2 MPa;
  • Tempo di completamento della reazione di polimerizzazione della resina molto rapido (nell’ordine dei secondi). Tale caratteristica permette al materiale di rimanere confinato nell’intorno più prossimo al punto d’iniezione, senza defluire troppo lontano;
Polimerizzazione della resina

 

  • Resistenza alla compressione semplice: tra 0,2 MPa e 6 MPa;
  • Modulo d’elasticità della resina espansa che varia da 10 MPa ad 80 MPa a seconda del peso di volume raggiunto a reazione ultimata. Tale caratteristica permette al terreno trattato di mantenere una rigidezza globale paragonabile con quella del terreno naturale, evitando anomale ridistribuzioni di tensioni;
  • Certificazione di compatibilità ambientale in ottemperanza alle normative vigenti in materia d’inquinamento dei siti.

 

Concludendo, l’efficacia dell’intervento di ricompressione e consolidamento realizzato da URETEK presso il fabbricato di Via G. Matteotti a Casoria, è stata dimostrata dal sollevamento verticale del manufatto, in quanto in un intervento esso può avvenire solamente dopo che l’espansione generata dal processo di rigonfiamento della resina ha addensato il terreno circostante l’iniezione, e dalle prove penetrometriche comparative.

Successivamente all’intervento, al fine di permettere la redistribuzione delle tensioni indotte dalla resina nel terreno, è stato osservato un periodo d’attesa dopo l’ultimazione dei lavori, prima di intervenire con le necessarie opere di restauro definitive che hanno restituito gli appartamenti alle loro famiglie.