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Due anni fa il terremoto di Ischia alle 20:57 (fotogallery conosceregeologia)

Ancora notevoli e visibili sono oggi i danni a Casamicciola Terme provocati dal terremoto che ha interessato Ischia alle 20:57 del 21 Agosto del 2017.

Un sisma che periodicamente si ripete e provoca i maggiori danni sempre nelle stesse zone dell’isola vulcanica napoletana.

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Per capire perchè e dove avvengono i terremoti, ma soprattutto perchè in alcune zone le onde sismiche vengono amplificate, occorre conoscere le ”strutture geologiche”.

 

I terremoti si ripetono sempre nelle stesse aree. Ciò è dovuto alla diversa pericolosità sismica che dipende dalla presenza o meno di strutture geologiche (faglie, graben e horst) che generano i sismi. E a Ischia?

La geometria (o meglio la struttura geologica come la chiamano i geologi) dell’isola vulcanica napoletana risulta essere caratterizzata da una caldera periferica, cioè da una grande zona depressa, che segue il perimetro dell’isola, con al centro la zona del Monte Epomeo, un ”alto strutturale”o un ”Horst vulcano-tettonico” come viene chiamato in geologia.

Già nel 1983, gli autori Chiesa e Vezzoli hanno suddiviso strutturalmente e morfologicamente Ischia in quattro aree (vedi figura 1) così descritte:

Schema strutturale dell’Isola d’Ischia. 1) Horst di M. Epomeo. 2) Aree depresse marginali all’Horst. 3) Dorsale di M.te Vezzi-Torone-Cotto, Panza e Monte Vico. 4) Graben d’Ischia (Chiesa & Vezzoli, 1983).
fig.1: Schema strutturale dell’Isola d’Ischia. 1) Horst di M. Epomeo. 2) Aree depresse marginali all’Horst. 3)
Dorsale di M.te Vezzi-Torone-Cotto, Panza e Monte Vico. 4) Graben d’Ischia (Chiesa & Vezzoli, 1983).

1) horst del Monte Epomeo della parte centrale (787 m s.l.m.) delimitato da faglie con direzione N-S ed E-O  costituito principalmente da Tufo Verde datato intorno a 55.000 anni fa;
2) graben di Ischia (basso strutturale), rappresentato dall’area depressa del settore nord-orientale dell’Isola, litologicamente costituito da prodotti sia lavici che piroclastici dei centri vulcanici recenti;
3) blocco stabile del Monte Torone-Vezzi-Cotto, che rappresenterebbe la testimonianza del complesso vulcanico antico, interessato alla fine della sua attività, intorno ai 130.000 anni fa, dal collasso calderico in corrispondenza dell’attuale zona centrale dell’isola;
4) aree depresse marginali dell’Horst del Monte Epomeo, costituite da una serie di accumuli di frane che hanno ricoperto gran parte dell’area occidentale e meridionale, a seguito del denudamento dei fianchi più ripidi dell’Horst.

I forti terremoti storici, tra cui quelli distruttivi di Casamicciola Terme del 1881 e del 1883 (Cubellis, 1985; Servizio Sismico Nazionale, 1998), sono correlati alle faglie a direzione E-O e ONO-ESE che bordano il settore più settentrionale dell’isola.

Anche il terremoto di magnitudo ML 3.6 avvenuto il 21 agosto 2017 alle ore 20:57 italiane, localizzato dall’INGV ad una profondità di circa 2 km, è stato un evento molto superficiale e non raro in corrispondenza di aree vulcaniche.

Molti edifici hanno riportato danni ingenti nell’area di Casamicciola Terme e Lacco Ameno dove si sono verificati anche crolli parziali e totali come riportato dal ”Report del Gruppo QUEST” dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che subito dopo l’evento ha effettuato il rilievo macrosismico (GUARDA i danni agli edifici dalla NOSTRA FOTOGALLERY). Putroppo il 21 Agosto del 2017 a Ischia morirono anche due persone a causa di crolli.

Sisma del 21 Agosto 2017, danni a un edificio di Casamicciola Terme (©conosceregeologia)

Il Gruppo QUEST ha attribuito a Casamicciola Terme, Fango (Lacco Ameno) e Marina di Casamicciola rispettivamente un’intensità EMS (European Macroseismic Scale [Grünthal, 1998]) pari a VIII, VII e VI, mentre tutte le altre località dell’Isola sono state valutate tra EMS IV e V (QUEST, 2017).

Recentemente anche gli studi di Microzonazione Sismica (MS) di terzo livello, che hanno lo scopo di quantificare la pericolosità sismica a livello comunale, hanno evidenziato che in alcune zone dei territori comunali di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio, esiste una maggiore predisposizione all’amplificazione delle onde sismiche.

Sisma del 21 Agosto 2017, danni a Casamicciola Terme – Accesso alla Zona Rossa (©conosceregeologia)

A Casamicciola Terme, le frazioni (o microzone come vengono chiamate negli studi di MS) con valori più elevati di amplificazione sono stati attribuiti proprio all’area di Piazza Maio ed alla Zona Rossa, probabilmente a causa delle particolari condizioni geologico strutturali che le caratterizzano e che corrispondono anche alle aree maggiormente danneggiate dall’evento sismico del 21 agosto 2017, oltre che da quelli storici della fine dell’800.

Capire le strutture geologiche, studiare in dettaglio a livello comunale com’è fatto il sottosuolo, quindi, aiuta a capire le aree a maggiore o minore pericolosità sismica. Un principio molto semplice che aiuta a comprendere ”come”, oltre che a ”dove”, costruire in maniera antisismica.

FOTOGALLERY CONOSCEREGEOLOGIA (danni ancora visibili attualmente all’edificato di Casamicciola Terme):