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Stromboli, esplosioni dalla terrazza craterica

L’Osservatorio Etneo INGV ha confermato che le reti di monitoraggio hanno registrato alle ore 17,16 ora italiana (le 15:16 Utc), un’esplosione di forte intensità dalla terrazza craterica dello Stromboli.

“A partire dalle ore 14:46 e 10 secondi Utc si è verificato un parossisma che ha interessato l’area centro-meridionale della terrazza craterica dove si aprono le bocche dello Stromboli, a circa 800 metri di quota sul mare” ha spiegato all’Adnkronos il vulcanologo dell’Ingv-Osservatorio Etneo, Marco Neri.

Nel corso della forte esplosione sullo Stromboli, dall’Osservatorio Etneo dell’Ingv sono stati distinti due eventi esplosivi principali rispettivamente alle 14:46:10 e alle 14:46:40 Utc.

Il Vulcanomogo dell’Ingv ha riferito che “la sequenza è stata preceduta alle 14:44 Utc da trabocchi lavici da tutte le bocche attive della terrazza craterica”. “Ciò significa che si tratta di esplosioni più energetiche delle altre registrate di minore intensità” . Neri ha continuato dicendo che “Abbiamo osservato in campo una colonna eruttiva che si è innalzata per almeno 2 chilometri di altezza al di sopra dell’area sommitale del vulcano Stromboli disperdendosi poi in direzione sud-ovest”.

“I blocchi incandescenti di magma, che prima si frammentano e poi ricadono al suolo, ovvero i prodotti generati dal parossisma, sono ricaduti lungo i fianchi del vulcano nella Sciara del Fuoco.” Il fenomeno, ha continuato Neri, “è anche visibile sul tracciato sismico che mostra, oltre alle due esplosioni maggiori, circa 20 eventi esplosivi minori. Dopo la fase parossistica, il segnale del tremore è ora in diminuzione”.

“La popolazione che si trova sull’isola di Stromboli è adesso allarmata dalle esplosioni del vulcano ma l’evento sta diminuendo di intensità come si rileva dal sismogramma, dal tracciato sismico registrato da una stazione dell’Ingv di Stromboli, è evidente che il segnale diventa molto ampio in corrispondenza dell’inizio della sequenza esplosiva principale, rimanendo di ampiezza più grande del normale per alcune decine di minuti. Ciò significa che l’esplosione è stata importante ma adesso il fenomeno è in progressiva diminuzione di intensità, come mostra la parte finale del tracciato sismico”.

“In ogni caso, per precauzione, le persone sono state allontanate dalle spiagge per evitare che possano venire coinvolte da piccoli tsunami, onde di maremoto che potrebbero generarsi da frane sottomarine provocate dall’eruzione” ha concluso Neri, chiarendo che “questa è una procedura consolidata emanata dalla Protezione Civile Nazionale da tempo per eventi di questo tipo”.