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Alluvione in Sardegna… e i geologi non trovano lavoro

Nonostante la grave situazione idrogeologica dell’Isola, i geologi non lavorano. La nostra intervista a un giovane laureato in scienze geologiche.

 

Da ormai due giorni a Capoterra, comune della città metropolitana di Cagliari, e in tutta la Sardegna meridionale, la situazione è molto difficile sia per l’esondazione dei corsi d’acqua che per il crollo del ponte sul rio Santa Lucia, lungo la statale 195 che collega Cagliari con i comuni di Capoterra e Pula, come si può vedere dal video dei Vigili del Fuoco.

Una situazione, però, conosciuta da tempo. Infatti ben 300 Comuni sardi, che corrispondono all’80% del territorio, si ritrovano in aree ad elevato rischio idrogeologico. Per la precisione 280 kmq è la superficie a rischio esondazione in Sardegna, oltre al fatto che 128 aree urbane si trovano all’interno di zone a pertinenza fluviale e dunque risultano maggiormente vulnerabili.

Nonostante la nota situazione idrogeologica dell’Isola, purtroppo adesso ancora una volta in ginocchio, molti geologi in Sardegna lamentano una situazione lavorativa allarmante e quasi del tutto inesistente, testimoniata anche dalle parole di Patrizio Indoni, laureato in scienze geologiche a Cagliari, il quale, parlando della sua attuale situazione lavorativa ci ha spiegato che ”…attualmente non lavoro perchè qui a Cagliari non c’è lavoro per i geologi. Sto studiando per l’Esame di Stato ma sono totalmente sfiduciato.”

In merito a quanti geologi vivono in Sardegna e qual è la Loro situazione lavorativa, Indoni ha poi detto che ”…da quel che vedo nelle iscrizioni all’Ordine dei Geologi della Sardegna non sono molti i geologi che vivono nell’Isola anche perchè da pochi anni a questa parte sono notevolmente calati gli iscritti all’Università in Scienze Geologiche ed alcuni hanno rinunciato ad iscriversi all’Ordine, questo grazie alla attuale crisi odierna.”

Parlando delle possibilità e delle prospettive di sbocco lavorativo in Sardegna per i geologi, Indoni ci ha spiegato che ”…in Sardegna potrebbero essere il turismo ambientale, la libera professione e l’introduzione della figura del geologo nelle pubbliche amministrazioni locali.”

Abbiamo poi chiesto al giovane sardo se i geologi si sentono tutelati dagli Ordini professionali e cosa si sente di dire al suo Presidente dell’Ordine Regionale e Nazionale. E Indoni ha spiegato che ”…personalmente anche se non sono ancora iscritto all’Ordine professionale non vedo attivo l’Ordine dei Geologi della Sardegna né quantomeno il Consiglio Nazionale dei Geologi il quale si sta dando da fare solo per altre realtà italiane tranne la Sardegna.”…”Sia dal presidente dell’Ordine regionale che dal Presidente del CNG non ho mai avuto risposte a seguito di tutte le e-mails inviate per far presente sia una situazione personale di disagio locale e di disoccupazione sia anche della situazione generale della nostra categoria.”

Indoni ha infine concluso dicendo ”…sicuramente il fatto che la Sardegna non è zona sismica può aver inciso su questa situazione di stallo lavorativo ma è anche vero che la Sardegna, avendo tutte le ere geologiche, offre tanto sulla ricerca e poi anche soprattutto sul dissesto idrogeologico e sulle zone di frana.”

Queste le parole di Indoni, a breve geologo, incomprensibilmente sfiduciato nonostante la sua possibilità di aiutare, con le sue competenze, un paese in ginocchio.

Patrizio Indoni