Ambiente, News

I cambiamenti climatici, la grande sfida fra natura e generazioni future

Ma cosa stiamo facendo al nostro pianeta? Quali cause e che scenari ci attendono in futuro? Cambiamenti climatici e aumento della temperatura terrestre saranno i problemi a cui si dovrà far fronte in futuro.

All’indomani della 35a conferenza mondiale dei geologi, nel settembre del 2016, è arrivata la conferma: viviamo in una nuova epoca geologica: l’Antropocene; l’epoca nella quale l’incessante attività umana influenza e danneggia così marcatamente i cicli naturali del pianeta, da lasciare una “firma geologica” indelebile per milioni di anni.

I cambiamenti climatici in atto, con l’aumento della temperatura terrestre, è solo uno dei problemi a cui si dovrà far fronte in futuro. Ormai tutta la scienza è concorde nell’affermare che la causa di tutto ciò è la continua emissione in atmosfera di gas serra, soprattutto anidride carbonica, dovuto al consumo di petrolio, carbone e gas. Il risultato dell’incessante uso e depauperamento di queste risorse fossili ha fatto sì che dal periodo pre-industriale la temperatura media globale sia aumentata di poco più di un grado.
Le prime misurazioni della quantità di CO2 in atmosfera furono compiute da Charles Keeling nell’isola hawaiana di Mauna Loa, dal 1958 ad oggi si è registrato un incremento costante di CO2 dai circa 300ppm agli attuali 400ppm.

Aumento della concentrazione della CO2 in atmosfera dal 1958 ad oggi, (ScrippsInstitution of Oceanography& NOAA).
Aumento della concentrazione della CO2 in atmosfera dal 1958 ad oggi, (ScrippsInstitution of Oceanography& NOAA).

Possiamo però estendere il periodo di misurazione con gli studi compiuti analizzando le bollicine di aria fossile intrappolate nelle carote di ghiaccio antartico. I risultati sono allarmanti: in più di 800.000 anni mai la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ha superato le 300ppm, toccate per un brevissimo periodo circa 330.000 anni fa. Ciò smonta molte “chiacchere da bar” e molte bufale climatologiche che spesso si sentono raccontare riguardo il clima del passato. In altre parole è come se il nostro pianeta avesse gli esami del sangue sballati, c’è bisogno di una dieta drastica e immediata.

 Variazione della CO2 analizzando le bollicine di aria fossile intrappolate nelle carote di ghiaccio antartico: in 800.000 anni non ha mai superato le 300ppm, attualmente siamo a 400ppm, (progetto EPICA).
Variazione della CO2 analizzando le bollicine di aria fossile intrappolate nelle carote di ghiaccio antartico: in 800.000 anni non ha mai superato le 300ppm, attualmente siamo a 400ppm, (progetto EPICA).

 

Nel 2015 a Parigi, con la più importante conferenza sul clima, i paesi firmatari si sono impegnati a contenere l’aumento della temperatura terrestre entro i 2 °C per il 2100. Nel caso in cui il protocollo di Parigi non venisse applicato, il rischio è quello di trovarci un pianeta con 5 °C in più abbinato ad un innalzamento del livello dei mari di un metro, un mondo completamente sconosciuto all’umanità, invivibile per noi.

Ce la faremo a restare nei due gradi? Riusciremo ad adattarci ed avere una resilienza sempre maggiore per superare i prossimi cambiamenti? Chi darà ospitalità ai milioni di migranti climatici? Come risolveremo il problema dell’aumento di un metro del livello dei mari previsto entro fine secolo? Domande a cui dovremmo dare risposte chiare e concrete, invece tutto ciò sembra ancora lontano ed avulso alla nostra politica e alla nostra economia.

Stiamo muovendo la più grande guerra silenziosa della storia: quella contro la natura; saranno i giovani e le nuove generazioni i principali protagonisti. Questa guerra però non sarà come le altre, sappiamo già chi perderà.

di Nicola Zagato