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Vesuvio, l’aggiornamento delle sue attività

Aggiornamenti sull’attività dei vulcani della Campania: dai dati INGV del Vesuvio relativi al mese di Aprile 2018 ”non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine.”

Da oggi la nostra Redazione comincerà a pubblicare un breve resoconto dei bollettini che, mensilmente, emette l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). In particolare ci occuperemo dei vulcani Vesuvio e Campi Flegrei, sicuramente i più pericolosi per la presenza dell’enorme urbanizzazione presente alle loro pendici e su di essi.

Lo stato di attività di ogni vulcano avviene attraverso il monitoraggio di parametri geofisici e geochimici con tecniche che si servono di sofisticate reti strumentali. Sul Vesuvio, per esempio, sono installati strumenti per il monitoraggio continuo della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle emissioni di gas dalle fumarole.

Rete Monitoraggio Vesuvio (fonte INGV)
Rete Monitoraggio Vesuvio (fonte INGV)

All’INGV, in quanto componente del Servizio Nazionale di Protezione Civile, nonché Centro di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e dei DPCM 27 febbraio 2004 e DPCM del 17 febbraio 2017, è affidata la Sorveglianza della sismicità dell’intero territorio nazionale e dell’attività dei vulcani attivi italiani e dei maremoti nell’area mediterranea, attraverso, appunto, la gestione di Reti di monitoraggio.

Lo stesso INGV emette mensilmante, come detto, bollettini di aggiornamento sull’attività dei vulcani della Campania.

Il Bollettino di sorveglianza dell’INGV, relativo al mese di Aprile 2018 del vulcano Vesuvio, illustra il seguente quadro di sintesi dello stato del vulcano con le relative valutazioni (fonte INGV):

1) SISMOLOGIA: Al Vesuvio permane una lieve sismicità di fondo con 94 terremoti registrati nel mese di aprile 2018 (Mdmax=2.1).

2) DEFORMAZIONI: Dai dati GPS, Marografici e Tiltmetrici non si osservano deformazioni riconducibili a sorgenti vulcaniche. Analogamente le misure Gravimetriche effettuate nel mese di aprile non rilevano alcuna variazione di gravità statisticamente significativa.

3) TERMOGRAFIA: I dati della telecamera termica evidenziano nel mese di aprile 2018, nell’ambito di un generale trend in decremento del campo di temperatura, un sensibile incremento della temperatura massima rilevata nell’area d’analisi.

4) GEOCHIMICA: Le analisi geochimiche non evidenziano variazioni significative alle fumarole presenti sul bordo del cratere.

Sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica sopra delineato, non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine.
A sinistra il numero di eventi registrati al Vesuvio nel corso degli ultimi 12 mesi (in totale 911), mentre a destra quelli avvenuti nell’ultimo mese (in totale 94), da bollettino sorveglianza INGV Vesuvio Aprile 2018
A sinistra il numero di eventi registrati al Vesuvio nel corso degli ultimi 12 mesi (in totale 911), mentre a
destra quelli avvenuti nell’ultimo mese (in totale 94), da bollettino sorveglianza INGV Vesuvio Aprile 2018
Appare pertanto, quella di Aprile 2018, uno stato di attività sismica (SISMOLOGIA) del Vesuvio, sicuramente maggiore rispetto a quella dei mesi precedenti del 2018, ma piuttosto simile a quella degli anni precedenti. Facciamo presente che questi ”piccoli terremoti” chiamati Vulcano-Tettonici, con epicentro sul cono del Vesuvio, sono sempre stati molto frequenti e sono di origine gravitativa (dovuti cioè a sforzi tra rocce più rigide laviche poste al centro del vulcano e meno rigide piroclastiche poste ai lati del vulcano e spiegati in un lavoro del 2000 svolto da De Natale (https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1029/2000JB900031) e non vulcanica (cioè dovuti alla risalita del magma entro la crosta terrestre e nel camino vulcanico).
Lo stato degli altri parametri (DEFORMAZIONI dai dati GPS, TERMOGRAFICI da dati di telecamere termiche, GEOCHIMICI da analisi geochimiche), sono anch’essi nella norma di un vulcano attivo ma allo stato attuale di quiescenza cioè, di cessazione e sospensione dell’attività vulcanica.