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“ Etna inedita ”: i documenti ministeriali sull’eruzione del 1892 e sulla nascita dell’osservatorio geodinamico di Catania

I documenti conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma permettono ora una visione inedita sull’eruzione dell’ Etna del 1892 e sulla costituzione dell’Osservatorio Geodinamico di Catania.

 

La storia moderna dell’Etna è ricca di avvenimenti di rilevanza nazionale che hanno contribuito a rendere questo vulcano tra i più conosciuti, studiati e osservati del mondo. Eventi molto noti nella sua storia, come la grande eruzione del 1892 e la costruzione della prima rete sismica etnea, nascondono tutt’ora fatti inediti, meritevoli di essere conosciuti e rivalutati. Le ricerche condotte presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma hanno riportato alla luce una ricca documentazione inedita (lettere, relazioni, telegrammi) di estremo valore storico, che testimoniamo una produttiva collaborazione tra gli organi dello stato e gli studiosi del vulcano.

L’idea di creare una rete sismica in senso moderno risale al 1879 e precisamente al fermento scientifico e politico che si instaurò in seguito alla grande eruzione del maggio-giugno dello stesso anno. Le vicende della nascita della sismologia sull’Etna si possono dividere in tre passaggi principali, così cronologicamente classificabili: 1879-1883 costruzione della rete sismica, 1883-1890 inaugurazione e direzione di Orazio Silvestri, 1890-1892 morte di Silvestri e passaggio di gestione all’osservatorio astronomico di Catania con direttore Annibale Riccò.

La ricostruzione di un evento lungo oltre 10 anni è stata possibile grazie alla visione di numerosissimi documenti contenuti in due corposi fascicoli. Il primo di essi ha come estremi cronologici gli anni 1879-1886 ed è denominato “Catania. Osservatorio principale e dipendenti. Volume I” (con collocazione Maic, Direzione Generale dell’Agricoltura, IV vers., fasc. 4522). In seguito all’eruzione bilaterale del maggio-giugno 1879, una delle eruzioni più importanti della storia del vulcano, lo stato italiano ha finanziato e appoggiato, in collaborazione col vulcanologo Orazio Silvestri, la costruzione di una rete sismica sull’Etna. Nei primi anni la sede centrale dell’Osservatorio Geodinamico fu stabilita a Catania nei locali dell’università. Ritroviamo, inoltre, documenti sulla gestione dell’Osservatorio Bellini che sorgeva a quota 2900 sul versante sud dell’Etna. Risalta il verbale di consegna dell’Osservatorio al custode Antonio Galvagno. In esso di legge: “Ai termini delle disposizioni Ministeriali partecipate a quest’Ufficio dalla Prefettura di Catania con lettera del 16 settembre Div.ne 4 N° 18390 riflettenti la consegna al custode Signor Antonio Galvagno fu Matteo dell’Osservatorio Bellini sull’Etna”.

Il 17 agosto 1890 sopravvenne la morte di Orazio Silvestri. L’osservatorio geodinamico di Catania rimase dunque senza un direttore. Il 24 agosto il direttore dell’Ufficio Centrale di Meteorologia di Roma propone al ministero che l’incarico di Silvestri fosse assegnato al direttore dell’Osservatorio astronomico, l’astrofisico Annibale Riccò. Una lettera autografa del nuovo direttore la ritroviamo cronologicamente il 14 dicembre 1890 nella quale informa lo stato della sistemazione del nuovo osservatorio. In essa scrive: “Ho l’onore di informare la E. V. che per stabilire la nuova sistemazione del R. Osservatorio Geodinamico in Catania, da eseguirsi colle £ 2000 dalla E.V. benignamente accordata, sarebbe necessaria la presenza del Direttore dell’Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica, Comm. P. Tacchini”.

L’altro evento storico, oltre che fenomeno geologico, del quale ora abbiamo una visione inedita, è la grande eruzione del 1892 che diede origine ai noti Crateri Silvestri sul versante meridionale dell’Etna.

L'eruzione dell'Etna del 1892 in una cartolina postale d'epoca. (Collezione privata)
L’eruzione dell’Etna del 1892 in una cartolina postale d’epoca. (Collezione privata)

Il primo documento che ritroviamo in senso cronologico è un telegramma dell’onorevole Carnazza Amari, datato 11 luglio 1892, ovvero due giorni dopo l’inizio dell’eruzione, nel quale chiede al ministero l’invio di un ingegnere minerario sul teatro eruttivo, come era già stato fatto per l’eruzione del 1886. Al giorno dopo risale la risposta del Ministero che conferma di aver inviato l’ingegnere Umberto Cappa. Del menzionato Cappa è necessario citare la relazione che egli trasmesse il 18 luglio 1892 all’ingegnere delle miniere del distretto di Caltanissetta. In essa sono contenute le osservazioni condotte direttamente sul teatro eruttivo, con dettagli sull’evoluzione dei processi eruttivi. Gli ultimi documenti risalgono cronologicamente al mese di novembre del 1893 e sono inerenti al rilevamento del campo lavico dell’eruzione.