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Vesuvio, breve storia eruttiva dal 1631 al 1944

L’ultima eruzione del Vesuvio, avvenuta nel marzo del 1944, segnò il passaggio da una fase a condotto aperto ad una fase a condotto ostruito che perdura tutt’oggi

L’ultima eruzione del Vesuvio è stato l’episodio culminante di un lungo periodo, iniziato nel 1631, durante il quale l’attività vulcanica fu perlopiù a carattere stromboliano, caratterizzata da fontane di lava ed emissioni di gas.

Tra il 1631 ed il 1944 sono stati individuati 18 cicli stromboliani, intervallati tra loro da periodi di inattività mai più lunghi di 7 anni. A conclusione di ogni ciclo stromboliano è associata una violenta eruzione finale.

Episodi particolarmente violenti si ebbero nel 1794, nel 1822, nel 1834, nel 1850 e nel 1872. Dopo il 1872, lenti emissioni di lava acida formarono dei duomi lavici, individuabili nella morfologia attuale (esempio il Colle Umberto).

Giorgio-Sommer (1834-1914) Eruzione del Vesuvio 26 Aprile1872 ore 3 P.M., vista da Napoli. N. di catalogo 6102.
Giorgio-Sommer (1834-1914) Eruzione del Vesuvio 26 Aprile1872 ore 3 P.M., vista da Napoli. N. di catalogo 6102.

Nel ‘900 l’eruzione più violenta fu senza dubbio quella del 1906. Iniziata il 4 aprile, con carattere effusivo, incrementò l’attività esplosiva al cratere sommitale raggiungendo l’apice tra il 7 e l’8 aprile. In quella notte, la parte sommitale del cono collassò e al crollo si accompagnarono due forti scosse di terremoto. La colonna eruttiva, nata dall’eruzione, depositò ceneri e lapilli per molti giorni raggiungendo anche la Puglia. L’eruzione ebbe fine il 21 aprile. Questo violento episodio, ribassò la cima del Vesuvio e creò una voragine di 500 metri di diametro e 250m di profondità.

Nel 1913 il fondo del cratere sprofondò di ulteriori 75 metri e si riempì di lava. Da allora, e fino al ’44, il Vesuvio alternò periodi di stasi e di attività effusiva interna al cono.

L’eruzione del 1944 iniziò il 18 marzo. Inizialmente fu di carattere effusivo e colate di lava si riversarono sul versante orientale del vulcano e verso sud. Successivamente, un altro flusso lavico raggiunse l’Atrio del Cavallo (il Monte Somma e il cono del Vesuvio sono separati da un’area pianeggiante detta Valle del Gigante che si divide in Atrio del Cavallo, a sud, e Valle dell’Inferno, a Nord) e gli abitati di S. Sebastiano e Massa di Somma.

Il 21 marzo, fontane di lava di 2 km di altezza diedero inizio alla fase esplosiva dell’eruzione.

Il 22 marzo avvenne un vistoso cambiamento. Una nube eruttiva si innalzò fino a 5 km di altezza e, dal suo collasso, si formarono piccoli flussi piroclastici lungo il fianco meridionale che, fortunatamente, non raggiunsero gli abitati sottostanti. Il 24 marzo, l’eruzione volse al termine con un’ultima emissione di cenere biancastra. Finì definitivamente il 29. All’eruzione si accompagnò una intensa attività sismica; inizialmente ci fù un tremore continuo acuitosi nei giorni a venire a  causa di esplosioni interne al cratere dovute alla degassazione del magma. L’eruzione terminò quando franarono le pareti interne del cratere che, con i loro detriti, ostruirono il condotto vulcanico. L’eruzione fù piuttosto violenta, arrecò molti danni e costrinse migliaia di persone ad evacuare.

Eruzione del Vesuvio del 1944
Eruzione del Vesuvio del 1944

L’eruzione avvenne in piena Seconda Guerra Mondiale ed anche le infrastrutture militari furono seriamente danneggiate. La presenza dei militari, però, permise una migliore gestione delle fasi di soccorso e di evacuazione.

Numerose furono le riprese, le fotografie e le testimonianze, di personale militare e non, che restano come spettacolare dimostrazione di quello che è stato, ad oggi, l’ultimo evento eruttivo del vulcano napoletano.

Eruzione 1944 - Un soldato spazza la cenere dall'aereo
Eruzione 1944 – Un soldato spazza la cenere dall’aereo

Il Somma – Vesuvio è continuamente monitorato ma bisogna ricordare che le dinamiche di un vulcano, seppur attivo, non sono prevedibili in forma deterministica e che non si può dire precisamente quando erutterà. La prossima eruzione attesa, a detta dei vulcanologi, sarà di tipo pliniano (intensa e esplosiva) ed, essendo la zona altamente urbanizzata, si teme uno scenario terrificante.

Sono ormai 72 anni che questo gigante dorme placidamente e sembra non destare troppe preoccupazioni nella popolazione che vive alle sue pendici e che convive con esso, ormai sottovalutando il pericolo in cui potrebbe incorrere.

L’ufficiale dei servizi segreti inglesi Norman Lewis, autore di Naples ’44, che visse l’eruzione, scrisse : “oggi il Vesuvio ha eruttato. E’ stato lo spettacolo più maestoso e terribile che abbia mai visto. Il fumo dal cratere saliva lentamente in volute che sembravano solide. […] Di notte fiumi di lava cominciarono a scendere lungo i fianchi della montagna.” 

La storia insegna ma troppo spesso viene dimenticata.