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La percezione della pericolosità sismica in Italia – COMUNICATO INGV

In Italia la percezione della pericolosità sismica è fortemente sottostimata. Nelle zone sismiche più pericolose del nostro Paese, solo 6 italiani su 100 hanno una percezione ottimale. A dirlo uno studio firmato INGV

Un’indagine dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), condotta nel 2015 in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche  (CNR-IRPPS) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste (OGS) e finanziata dal Dipartimento della protezione Civile (DPC), su un campione statistico nazionale di oltre 4mila persone, ha evidenziato che in Italia la percezione della pericolosità sismica è fortemente sottostimata.

Il territorio italiano è particolarmente esposto ai terremoti, tuttavia “nelle zone sismiche più pericolose del nostro Paese, dove vive circa il 41,3% della popolazione (carta di pericolosità sismica: http://www.mi.ingv.it/pericolosita-sismica/)”, come spiega Massimo Crescimbene, ricercatore dell’INGV e coordinatore dello studio, possiamo dire che “solo 6 italiani su 100 hanno una percezione adeguata del pericolo presente sul territorio”.

Figura 1 – Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale, espressa in termini di accelerazione massima del suolo (PGA) con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni (Ordinanza PCM 3519 del 28/04/2006 - Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle medesime zone pubblicata sulla G.U. n. 108 del 11/05/2006)
Figura 1 – Mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale, espressa in termini di accelerazione massima del suolo (PGA) con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni (Ordinanza PCM 3519 del 28/04/2006 – Criteri generali per l’individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l’aggiornamento degli elenchi delle medesime zone pubblicata sulla G.U. n. 108 del 11/05/2006)

In una scala di percezione a sette punti utilizzata nel questionario (http://www.terremototest.it) nella quale il punteggio 1 indica il valore di percezione più basso mentre il punteggio 7 indica il massimo, i risultati dell’indagine mostrano che la percezione della pericolosità sismica nel nostro Paese è in media di 3,24, con differenze non significative, da un punto di vista statistico, tra le regioni del Nord (3,20), del Centro (3,39) e del Sud e Isole (3,70).

Figura 2 – Distribuzione dei punteggi di percezione della pericolosità per le zone sismiche con accelerazione massima del suolo (PGA) maggiore e minore di 0.15 (campione statistico di 4012 persone rappresentativo della popolazione italiana)
Figura 2 – Distribuzione dei punteggi di percezione della pericolosità per le zone sismiche con accelerazione massima del suolo (PGA) maggiore e minore di 0.15 (campione statistico di 4012 persone rappresentativo della popolazione italiana)

“Questi punteggi sono estremamente bassi se si considera che nella scala utilizzata per il questionario il valore 4 rappresenta il punteggio che divide i valori in bassi (minori di 4) e alti (maggiori di 4) ma soprattutto, ed è il dato più  critico, i valori medi registrati da parte di cittadini residenti in zone più e meno pericolose non si discostano sufficientemente tra loro (rispettivamente 3,03 e 3,53), dove nelle aree più pericolose ci si sarebbe aspettato un punteggio medio superiore a 5,50”, aggiunge Crescimbene.

L’indagine Risk Perception and Communication ha raccolto, inoltre, informazioni utili per promuovere campagne di riduzione del rischio sismico e progetti educativi.

“Sul totale degli intervistati (N=4.012)”, prosegue Crescimbene, “appena il 6% ritiene di essere bene informato sui terremoti e il 33% abbastanza informato, mentre il 38% pensa di essere informato in modo superficiale e il 23% di non esserlo affatto. Il medium più utilizzato per avere informazioni è la televisione (37%) seguito dai giornali (22%) e dal web (21%),Protezione Civile (7%) Enti di Ricerca ed Università (2%), Regioni, Province e Comuni (4%), Libri (4%) il restante 3% riceve informazioni da amici, familiari ed associazioni di volontariato.

Figura 3 – Livello di informazione sui terremoti (campione statistico di 4012persone rappresentativo della popolazione italiana)
Figura 3 – Livello di informazione sui terremoti (campione statistico di 4012persone rappresentativo della popolazione italiana)

Occorre infine rilevare che meno del 5% degli intervistati ha partecipato personalmente a un’iniziativa per la riduzione del rischio sismico: tra questi, quasi tutti hanno sottolineato un forte coinvolgimento e interesse”.

“In base ai risultati dell’indagine”, conclude Crescimbene, “possiamo affermare che nel nostro Paese appaiono quanto mai fondamentali campagne di informazione sulla riduzione del rischio sismico, come “Io non rischio Terremoto” promossa e realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC), INGV, ANPAS e Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, in accordo con le Regioni e i Comuni interessati. È inoltre indispensabile trasformare i progetti educativi realizzati in questi ultimi anni nelle scuole (ad esempio il Progetto EDURISK, www.edurisk.it ) in programmi permanenti, per dare vita a una generazione di cittadini più informata, consapevole e attivamente coinvolta nella riduzione dei rischi naturali”.

Figura 4 – risultati dell'indagine sulla percezione della pericolosità sismica per aree geografiche Nord, Centro, Sud e Isole. I risultati sono mostrati per classi di punteggi di percezione della pericolosità: da 1 a 2,5; da 2,51 a 4,0; da 4,01 a 5.5; da 5,51 a 7,0; e per zone sismiche dove è attesa una accelerazione massima al suolo maggiore o minore di 0,15 g (accelerazione di gravità).
Figura 4 – risultati dell’indagine sulla percezione della pericolosità sismica per aree geografiche Nord, Centro, Sud e Isole. I risultati sono mostrati per classi di punteggi di percezione della pericolosità: da 1 a 2,5; da 2,51 a 4,0; da 4,01 a 5.5; da 5,51 a 7,0; e per zone sismiche dove è attesa una accelerazione massima al suolo maggiore o minore di 0,15 g (accelerazione di gravità).

 

FONTE: comunicato stampa INGV 13/2013