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Il rilievo termico da SAPR in geologia

I campi applicativi di un’indagine termica da SAPR: dal campo ingegneristico a quello geologico.

Il drone è uno strumento in grado di montare una gamma di sensori che spaziano dalle camere RGB, fino agli ultimi recentissimi LIDAR. Un sensore degno di nota, oltre la classica camera RGB che permette risultati di elevato livello e malleabilità, è la termocamera. La termocamera è una sensore sensibile alla radiazione infrarossa, che permette di ottenere delle mappe di temperatura delle superfici esposte.

Lo lunghezza d’onda entro al quale operano va da 7 a 13 μm, molto superiori rispetto allo spettro del visibile (per le immagini visibili, si parla di radiazione emessa, mentre nel termico la radiazione è assorbita).

Analizzando lo spettro elettromagnetico, ci si rende conto che l’energia è inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda, pertanto risoluzioni spettrali elevate, comportano basse risoluzioni geometriche e viceversa. Questo comporta una minore risoluzione  geometrica dello strumento che avrà pertanto risoluzioni standard di 388×288 pixel.

Le termocamere possono essere suddivise in due grandi macro-settori, ovvero quello delle camere radiometriche e quello delle non radiometriche.

Le differenze risiedono sostanzialmente nella possibilità di definire la temperatura assoluta di un corpo a terra, per le radiometriche, mentre le differenze relative all’interno di una falsa scala preimpostata, per le non radiometriche.

Le radiometriche, per quanto siano più costose, sono da preferire, in quanto danno una mappatura termica assoluta del sito indagato.

I campi applicativi di un’indagine termica sono moltissimi e spaziano dal campo ingegneristico a quello geologico e sarà su quest’ultimo che mi voglio soffermare.

Lo studio termografico permette di vedere in sostanza differenti temperature al suolo, quindi l’individuazione di spot termici anomali tipici di situazioni particolari, quali sfiati di  gas, o differenti assorbimenti termici del materiale.

Geologicamente parlando, alcuni campi applicativi, si possono  focalizzare nella geologia ambientale, la geologia applicata ed anche nel settore geotermico.

Per quanto riguarda la geologia ambientale, uno dei settori principe della metodologia è quello delle discariche.  La presenza di un inquinante provoca dispersioni di gas in aria che sono molto difficili da individuare con i sistemi tradizionali. Mediante acquisizione termografica da SAPR, sarà possibile determinare gli spot anomali, e quindi intervenire con interventi mirati abbattendo i tempi ed i costi.

Nel settore della geologia applicata vorrei distinguere due rami, un primo geomorfologico applicato ed uno  legato alla stabilità di versante.

L’individuazione di strutture sepolte come un paleoalveo risultano di semplice individuazione per la termocamera da APR in quanto il terreno compreso tra il paleoalveo stesso ed il piano campagna, sarà più umido del circostante, e quindi a temperatura differente rispetto l’ambiente circostante.

La stabilità di versante invece sarà indagabile mediante rilievi che saranno atti ad individuare zone di fratturazione e che quindi subiranno raffreddamenti termici diversi dalla roccia intatta.

Per l’individuazione infine di spot termici legati a risalite idrotermali, la termocamera, permette un  riconoscimento di questi, definendo puntualmente le anomalie termiche ricercate.

Autore:

Geol. Stefano Brugnaro