Geologia, News

I SAPR e la fotogrammetria

I SAPR stanno rivoluzionando il concetto di telerilevamento.

Il mondo dei SAPR (Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto), sta rivoluzionando il concetto di telerilevamento. Tra i numerosi impieghi, si possono descrivere gli aspetti relativi la fotogrammetria, che permette la ricostruzione, tra l’altro, di un modello tridimensionale della superficie del suolo.

I SAPR, sono costituiti da un’unità di controllo centrale che comanda le funzioni relative al volo (velocità di rotazione delle eliche, stabilità del mezzo, correzione della posizione grazie ad un sistema GPS ridondante integrato, connesso alla rete GNSS, ovvero una costellazione composta da un gran numero di satelliti, di origine Americana, denominata GPS e Russa, denominata GLONASS). La centralina è in grado anche di gestire tutti i tipi di sensori utili al telerilevamento, tra cui anche il CMOS di una macchina fotografica, che, dopo una pianificazione del volo, coordinerà autonomamente la frequenza di scatto, in modo da rispettare l’Overlap (ovvero la sovrapposizione tra due foto successive) impostato.

Il risultato, sarà di una nuvola di fotografie, parzialmente sovrapposte, che copriranno l’area di studio interessata. Il software, in grado di riconoscere pixel analoghi di foto differenti, potrà ricostruire una mesh poligonale, arricchita poi del drappeggio fotogrammetrico. Per ogni foto, il SAPR, fornirà la posizione dello stesso in termini di coordinate, permettendo quindi la realizzazione di un Raster in formato Geotiff.

Il risultato finale, sarà di un modello tridimensionale georeferenziato interrogabile, la cui risoluzione arriva anche al cm/pixel, quindi con una soglia di dettaglio assolutamente superiore rispetto ad ogni sistema di acquisizione fotogrammetrica.

Articolo del

Geol. Stefano Brugnaro