Geologia, Rischi

Non abbiamo la ”cultura del rischio”

Il 14 ottobre 2014 è stata la “Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali” e l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), ha organizzato l’evento in Italia a Napoli, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Geologi e l’Ordine dei Geologi della Campania. La sede dell’incontro è stata scelta non a caso in Regione Campania proprio per i suoi rinomati rischi naturali a cui è purtroppo soggetta e il tema fondamentale è stato “Il Vesuvio ed il rischio vulcanico”.
Il programma ha previsto argomenti su problematiche del rischio vulcanico e della sua prevenzione, sotto l’aspetto tecnico-economico e sociale.

Alle ore 9,30 è iniziato il convegno coordinato da Giovanni CALCAGNI’ del Consiglio Nazionale dei Geologi e da Giuseppe DORONZO dell’Ordine dei Geologi della Campania.
Doverosa l’inaugurazione della giornata da parte del Dr. Francesco PEDUTO, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Regione Campania, il quale, dopo i dovuti ringraziamenti all’UNESCO, ha introdotto l’argomento Vesuvio dicendo che il ‘’vulcano napoletano attualmente è il più pericoloso al mondo proprio per il contesto antropico in cui è collocato. Proprio per questo il Vesuvio’’, ha continuato Peduto, ‘’è anche il vulcano più studiato e monitorato al mondo e la categoria dei geologi’’, rappresentata dal Dr. Peduto, ‘’è una categoria viva che vuole dare una mano in quanto sono tra i primi ad essere consapevoli e anche preoccupati del rischio presente.’’

Dopo l’intervento del Geologo Peduto è stata la volta del Sindaco di Napoli Luigi DE MAGISTRIS il quale ha dato la massima disponibilità e prontezza ad assumersi la responsabilità per garantire, in primo luogo, la sicurezza dei cittadini. Ha poi concluso dicendo che ‘’è importante la conoscenza del territorio al fine di evirate il panico.’’

Dopo l’intervento di Guido TROMBETTI, Vice Presidente Regione Campania e Assessore all’Università ed alla Ricerca scientifica è stata la volta del Dr. Gian Vito GRAZIANO, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, il quale ha spiegato che ‘’bisogna abbassare assolutamente il rischio. Il rischio zero, però, bisogna sapere che non è mai possibile. Pertanto occorre chiederci con quale rischio vogliamo convivere? Occorre abbassare il rischio nelle situazioni più pericolose’’ e conclude ‘’che la categoria dei geologi è ormai matura avendo raggiunto’’, e noi diciamo finalmente, ‘’un importante ruolo istituzionale. I geologi adesso hanno la consapevolezza del loro ruolo.’’

Dopo il Dr. Graziano, Mario TOZZI, Primo Ricercatore Consiglio Nazionale Ricerche e famoso divulgatore televisivo della geologia, ha iniziato anche lui il suo intervento puntando il dito sul fatto che esiste un ”guaio serio”: l’uomo non ha la cultura del rischio. ‘’L’uomo’’, dice Tozzi, ‘’è figlio di innumerevoli catastrofi che hanno colpito la Terra nel corso dei millenni, ma non ha la cultura del rischio. Ma costruendo sempre non certo si può evitare il rischio.’’
Tozzi quindi si schiera contro le Amministrazioni e spiega che solo il geologo può essere in grado, con il ruolo che riveste, di reimpostare la cultura del rischio. Tozzi dice una frase importante: ”il geologo ci porta alle nostre origini… se non abbiamo avuto fino ad oggi rispetto per la nostra Terra occorre impostare una CULTURA del rischio.’’

‘’L’educazione del rischio è la vera emergenza’’ è stato anche l’esordio del discorso del Dr. Giuseppe De Natale, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano Sezione di Napoli dell’I.N.G.V.

De Natale, tranquillizza tutti descrivendo il sofisticato sistema strumentale che controlla e monitora il Vesuvio e i Campi Flegrei e spiega che ‘’tutti i segnali che vengono acquisiti sono in grado di convergere nel fatto che esiste un periodo di tempo in cui il vulcano dà segni di inquietezza.’’

Il prof. Edoardo COSENZA, Assessore LL.PP. Difesa del Suolo e Protezione Civile della Regione Campania ha poi illustrato il Piano di emergenza per il rischio Vesuvio, che è stato di recente aggiornato con altre aree rosse soggette anche al rischio, non solo da colate di fango bollenti, ma anche da caduta di materiale leggero. Il prof. Cosenza ha detto che le due infrastrutture stradali, Autostrada Salerno-Reggio Calabria a sud e SS n.268 a nord del Vesuvio, saranno a breve completate e il loro potenziamento sarà in grado di agevolare un eventuale evacuazione.

La giornata è andata avanti con gli interessanti interventi di carattere tecnico-scientifico di Eugenio PRIVITERA, Direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Sezione di Catania, Stefano TINTI del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Bologna, Pierfrancesco DELLINO, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari, Ennio MARSELLA del CNR–Istituto per l’Ambiente Marino Costiero, Domenico CALCATERRA del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Antonio TORRISI, della Regione Siciliana Dipartimento Regionale della Protezione Civile, Ugo LEONE, Commissario Straordinario dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Salvatore PASSARO del CNR Istituto per l’Ambiente Marino Costiero.
Cosa ci rimane dalla “Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali”, ricca sicuramente di interessantissimi argomenti. Sicuramente le bellissime intenzioni dei geologi intervenuti che hanno soprattutto puntato tutto sulla cultura ed sull’educazione del rischio.
I cittadini e gli amministratori, con l’aiuto dei geologi che da sempre cercano di divulgare la cultura del rischio, speriamo che comprendano finalmente che il rischio, quello vulcanico, nell’area vesuviana, esiste sul serio.

GUARDA LA FOTOGALLERY di Antonio Toscano

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